Cernic, la rivincita del Bimbo d'oro

«E' la mia risposta a chi non aveva fiducia in me: ora voglio vincere anche in Grecia»
 
ROMA Ha dato la scalata alle ringhiere del PalaLottomatica per tuffarsi in mezzo alla sua gente. Matej Cernic, medaglia d'oro al collo, si è
precipitato dai suoi genitori e dalla fidanzata Mia, per dividere con loro la sua gioia e poi si è messo ad applaudire i suoi compagni dalle tribune come un tifoso. Un tifoso campione d'Europa.

   Il Bimbo è grande. E soprattutto adesso è felice. Nove giorni di schiacciate, ricezioni, difese. Nove giorni un cui condensare un'estate con la nazionale iniziata male, nove giorni che tutti aspettavano per mettere alla prova le ambizioni azzurre. La vittoria nell'impianto romano è il bel finale di una storia sofferta. E per l'ex martello di Modena ci sono da fare anche i ringraziamenti: «Questa è la risposta migliore a chi è andato in giro dicendo che non ero in grado di giocare certe partite. In questi mesi ho sentito tante cavolate (il termine usato non è proprio questo, ndr) sul mio conto che mi hanno fatto male. Ho sofferto per la mancanza di fiducia dell'allenatore nel club (Velasco, ndr) e poi per quello che certa gente ha detto in giro di me durante il mercato. è una rivincita sotto l'aspetto personale e quindi è una doppia soddisfazione questa vittoria».


   Il Bimbo è cresciuto : da Gorizia, dove ha cominciato a giocare in B-2 dopo aver rinunciato al calcio (lo chiamavano così per il fisico gracile e il viso da bambino), ha fatto tanta strada fra Bologna, Ferrara, Modena e la maglia azzurra. Non male per uno che alle scuole superiori ha rimediato anche un'insufficienza in... educazione fisica. Lo racconta Andrea Massi. allora suo insegnante e ora preparatore della nazionale femminile slovena di sci, che domenica sera l'ha chiamato per fargli i complimenti: «Io ero alle prime esperienze come insegnante, lui giocava e si vedeva già  tutto il talento. Io pretendevo che fosse di esempio, lui prendeva un po' sottogamba. L'ho avvertito e poi a fine quadrimestre si è trovato la sorpresa. Abbiamo fatto un po' di braccio di ferro in quel periodo là, poi ci siamo capiti e ora siamo amici. Sono legato anche alla sua famiglia. Matej è un grande campione e comunque non è mai stato irrispettoso, forse semplicemente si annoiava. Infondo ho cominciato con lui a imparare come si
gestiscono i campioni».

    E da Gorizia Matej ha cominciato la sua scalata al volley  nazionale, con la chiamata nelle nazionali giovanili di Angelo Lorenzetti (che a Roma in questi giorni è venuto a dare man forte allo staff azzurro dopo il bronzo conquistato all'Universiade in Turchia) e il passaggio a Bologna in serie A.
    E il volley nazionale aveva scoperto il nuovo talento, l'erede di Samuele Papi , il martello del futuro: tante pressioni e l'attesa di vederlo
sbocciare. E intanto è diventato l'idolo delle ragazzine: anche domenica sera dopo la partita l'hanno aspettato a lungo per scattare foto e chiedere autografi. L'anno scorso invece è stata una stagione difficile, i problemi fisici, poi le difficoltà per trovare spazio e il rapporto non certo idilliaco con il tecnico del Modena (che lo ha «richiamato» anche pubblicamente per il rendimento che non considerava sufficiente) ha portato lo schiacciatore goriziano a continuare la carriera fuori dall'Italia.

    La medaglia d'oro conquistata a Roma gli darà  nuovi stimoli per l'avventura greca: già il 20 settembre il martello azzurro parte per unirsi
all'Iraklis Salonicco, la squadra che ha scelto dopo aver valutato offerte arrivate anche da società di Russia e Polonia. «è un'esperienza che mi attira moltissimo e non vedo l'ora di cominciare. Come palleggiatore hanno Lloy Ball con cui ho già giocato a Modena e che di sicuro mi aiuterà  ad ambientarmi. Sono contento soprattutto perchè avrà l'occasione di disputare la Champions League che èanche una bella vetrina. Spero di andare là e vincere subito qualcosa anche con il club. Il sogno? Ritrovarmi in finale con una squadra italiana, sarebbe il massimo».

    Intanto si gode ancora la gioia europea. Ieri da Roma è ripartito in macchina e i suoi otto giorni di libertà li passerà a Ravenna con la fidanzata Mia Causevic, pallavolista anche lei (gioca in serie B-1): «Siamo stati bravi?" racconta Matej, che oggi compie 27 anni "a vincere anche le partite difficili. Credevamo all'oro? Certo che ci credevamo, anche se era tutt'altro che scontato, gli avversari erano forti». Giocare davanti a quasi quindicimila persone che tifano per te. Una sensazione che, almeno nel volley, non si prova spesso: « è stato incredibile?" ammette Matej "un'emozione che non avevo mai provato. Sin dall'inizio dell'Europeo è stato bellissimo avere il sostegno del pubblico. E
confesso che all'ingresso in campo contro la Russia ho avuto mezz'oretta di brividi a vedere tutte quelle bandiere per noi. Un ringraziamento va anche al pubblico, è stato importante avere quel sostegno».

    Il Bimbo è cresciuto e ora saluta. L'Italia lo ritroverà  da avversario.

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CERNIC: voto 7,5
Matej Cernic (n. 18), schiacciatore, 191 cm, nato a Gorizia il 13 settembre 1978, 125 presenze.
Club: Iraklis Salonicco.
LA VALUTAZIONE  Alti e bassi nella prima fase, preciso in ricezione, meno efficace in attacco, è esploso nelle due ultime gare, in modo prepotente con la Russia, quando ha sorretto la squadra nei due set più disastrosi trascinando i compagni alla riscossa.

 

SEGNALATO DA SANDRA MERIS