Dedicato a Velasco
dalla gazzetta dello sport 12.09
lLa gioia e il delirio non cancellano la memoria. Quella di Matej Cernic è
troppo fresca e anche sofferta per dimenticare anche un momento di
felicità assoluta per un titolo europeo, il sesto, conquistato davanti al
fantastico pubblico romano. Lucido in campo a resuscitare il gruppo
azzurro tramortito da due set di buio totale con un quarto parziale
paradisiaco (71% in attacco,5 su 7!); lucido appena fuori dalla bolgia del
Palalottomatica, con tanto di sorrisetto incorporato, a infilzare i
detrattori che lo hanno costretto all'esilio greco.
"Dedico questa vittoria alla mia famiglia, alla mia ragazza Mia
Causevic e soprattutto a Julio Velasco che dice che non sono in grado di
giocare bene due partite di fila. E già che ci siamo a tutti quei
dirigenti italiani che di me dicono cose non vere. Certo, mi dispiace
dover lasciare l'Italia, questo successo amplifica il mio rammarico. Ma
prima o poi torno. Intanto mi godo la Champions League con l'Iraklis
Salonicco".
Ha urlato, riunito e risollevato i suoi compagni proprio nel momento più
difficile, all'inizio del quarto set. Come ha fatto? "Semplicemente,
ho visto che passavo senza grandi problemi e allora ho dato qualche
urlaccio per farmi sentire, per aiutare i miei amici che stavano ancora
pensando a quei due set persi".
Già, ma cosa è successo nel secondo e nel terzo parziale? "E'
successo che abbiamo avuto un momento di debolezza mentre a loro girava
tutto bene. Allora abbiamo deciso di aspettare cercando di rimanere in
partita, nella convinzione che prima o poi loro sarebbero calati. E così è
successo. Però siamo stati bravi tutti ad uscire dalla buca".
SEGNALATO DA SANDRA MERIS |